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CHI SONO

Il mio nome è Davide Scalenghe. Produco reportage (video e fotografici) su una vasta gamma di problematiche, tra cui l’estremismo politico, il traffico internazionale di esseri umani, i diritti LGBT, le gang criminali, le condizioni dei detenuti, lo sfruttamento minorile, il cambiamento climatico.
Il mio stile è partecipativo, nonché espositivo. Quando possibile, mi immergo nelle storie che racconto, cercando di viverle dall’interno e capire in prima persona le sfide che abbiamo di fronte in quanto persone comuni.
Grazie al mio lavoro di reporter e advocate passo molto del mio tempo a viaggiare il mondo, per ascoltare e raccontare le storie di persone e comunità di diverse estrazioni sociali, etnie, religioni, e aspirazioni.

IL MIO INTENTO

Il filo conduttore del mio lavoro è la dedizione ad azioni concrete per rimediare all’esclusione sociale. Questi interessi sono al centro della mia vita personale e professionale.
Credo fermamente che contribuire a migliorare la condizione dei più bisognosi e più esclusi al mondo è la sfida centrale e fondamentale della nostra era, al di là del branding o ciò che è trending. Non possiamo isolarci dalla realtà globali, né possiamo abdicare alla nostra responsabilità di difendere e proteggere l’un l’altro.

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LA MIA STORIA

Nato nel 1979 a Heidelberg (Germania), cresco a Torino e dedico gli anni del liceo agli studi umanistici e musicali. A 19 anni mi trasferisco a Londra, dove frequento per un anno il dipartimento di Arabo e Economia della School of Oriental and African Studies, per conseguire poi la laurea in Media & Cultural Studies al London College of Communication.

La mia carriera professionale inizia presso la CNN International, per la quale lavoro ad una trasmissione di viaggi. Dopo una breve parentesi lavorativa nel dipartimento marketing di TimeOut Magazine, mi trasferisco a New York. Qui lavoro per MTV International alla produzione di format per l’Europa e il Giappone. Tornato a Londra, divento il referente per le produzioni di MTV USA, e lavoro a programmi come The Osbournes, gli MTV Europe Music Awards, TRL e All Things Rock.

Nel 2003 lascio MTV per produrre Queer Eye for the Straight Guy (UK, USA), serie che nel 2004 vince il premio per la categoria Best International Reality Series al New York Television Festival. Nel 2005, come fondatore ed Amministratore Delegato di Chunky Punch Productions, ottengo una commissione da parte di Sony Pictures Television International: il reality show Snaparazzi con cui viene lanciato il canale AXN (sulla piattaforma Sky Italia).

A quel punto sento la necessità di integrare il mio interesse per l’informazione e i diritti umani nella mia carriera professionale. Nei primi mesi del 2007 entro a far parte della squadra del canale dell’ex Vice Presidente USA Al Gore, Current TV, nel Regno Unito e poi in Italia. Per i prossimi 8 anni, produco contenuti che ha evidenziano i problemi della povertà e dell’esclusione sociale nei Paesi in via di sviluppo, così come in quelli industrializzati. La mia impresa più significativa è stata il successo del programma di reportage internazionali da me prodotto e condotto in prima serata, Vanguard. Grazie all’attrazione che Vanguard ha generato su una vasta fetta della popolazione, sono stato in grado di esporre un notevole segmento del pubblico ai problemi sociali rilevanti in un contesto transnazionale.

Quando Current TV viene venduta ad Al Jazeera, accetto una posizione con RAI 3, come reporter sul campo per Mi Manda Rai 3, lo storico programma investigativo e di denuncia, dove continuo a portare avanti la mia passione per gli affari sociali e l’attualità. Successivamente, mi unisco al gruppo Discovery, dove il documentario “Casa do Menor” (co-prodotto con la Inside Productions di Luca Argentero, 2013) viene trasmesso in televisione e proiettato nelle sale cinematografiche di tutto il mondo.
Situato nelle favelas, o baraccopoli, di Rio de Janeiro e Fortaleza, dove ho vissuto per diversi mesi con i miei protagonisti, il film esamina il problema della tossicodipendenza e della prostituzione minorile in un paese noto per la corruzione politica e la violenza di stato contro le popolazioni ai margini. Queste questioni sono state gettate in una luce ancora più drammatica dai preparativi e dal marketing intrapresi dal governo brasiliano in fase di preparazione per la Coppa del Mondo 2014 e per le Olimpiadi estive del 2016.

Il mio rapporto con Discovery prosegue con la commissione di ulteriori documentari. Il primo, che va in onda nel novembre 2014, è un reportage investigativo sulla violenza domestica e di genere in Italia. L’altro racconta il mio viaggio attraverso cinque Paesi africani (Marocco, Senegal, Tanzania, Kenya, Etiopia) per esplorare le sfide che affrontano quotidianamente le donne che cercano di contribuire allo sviluppo sociale, tecnologico ed economico dell’Africa. Nel mese di settembre 2015, le fotografie che ho scattato in questo viaggio vengono esposte a Milano nella mostra “I Nuovi Volti dell’Africa”. L’obiettivo principale di questa mostra è l’importanza di educazione infantile e nutrizione per la sostenibilità e la riduzione della povertà.

La mia esperienza in Brasile aveva intensificato il mio interesse per la problematica del traffico di esseri umani e lo sfruttamento dei minori. Così, nel novembre 2014, vado in Tailandia, altra principale regione nel mondo per il traffico di minori a fini sessuali. Con l’aiuto di Save the Children, il Fondo delle Nazioni Unite, e l’ONG Compassion Italia, intervisto e fotografo vittime di traffico di bambini e i vari operatori sociali, sanitari e volontari che li aiutano.

Nel 2015, al fine di esplorare il mio interesse per il lavoro di sviluppo internazionale in modo più approfondito, torno in Brasile, a Fortaleza, con l’ONG Italo-brasiliana Nuovi Orizzonti. In questa occasione, acquisisco una preziosa esperienza sul complesso rapporto tra istituzioni emergenti della società civile e la politica di aiuti esteri e di assistenza umanitaria.

Al momento, mentre lavoro allo sviluppo di una serie di progetti, sto tenendo un corso di documentario sociale presso la Scuola Holden a Torino, una istituzione accademica dedicata allo Storytelling e alle Performing Arts, fondata dallo scrittore Alessandro Baricco.

Una volta di ritorno dal Brasile , sono stato visiting professor in Documentario Sociale per la Scuola Holden dello scrittore italiano Alessandro Baricco , un istituto accademico dedicato alla narrazione a 360 gradi e alle Performing Arts, dove abbiamo prodotto una serie di progetti fotografici e documentari che hanno ottenuto una notevole attenzione della stampa nazionale.

Nell’estate 2016 mi sono trasferito a Londra per intraprendere una nuova avventura: un Master of Science in Development Studies presso la SOAS (Dipartimento di Legge e Scienze Sociali, Scuola di Studi Orientali e Africani). Le mie principali aree di interesse e di specializzazione sono la sicurezza internazionale sub-nazionale , la salute globale e il cambiamento climatico, con l’Africa come riferimento geografico.

 

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La mia cassetta degli attrezzi

Sono un produttore, un reporter e un regista con più di 12 anni di esperienza sul campo, e soprattutto, un grande interesse per gli affari globali e i diritti umani.
Credo che il mondo possa essere compreso soltanto attraverso le azioni, non la contemplazione: la mano è la punta di diamante della mente.

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