#FuoriPosto: l’Intervista ad Andrea Francardo

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Questa è la terza delle quattro interviste del progetto seriale #FuoriPosto che ospitiamo sul nostro sito, scritte e condotte da Floriana Manciagli. In questa occasione le fotografie sono state scattate da due fotografi, Francesco Cavagnino e Pietro Olivetta.

Ambientazione: studio fotografico
Colonna sonora: Bad news, Johnny Cash

La protagonista di #FuoriPosto oggi è Andrea Francardo.

La prima volta che ho conosciuto Andrea eravamo in un locale che si affaccia sul fiume Po, dentro al Parco del Valentino.
Aveva una giacca nera in broccato con dei bottoni dorati, il rossetto rosso e un sorriso sicuro.
Abbiamo iniziato a parlare del mondo della moda e, mentre io me ne lamentavo a lei brillavano gli occhi.
Ne sono rimasta affascinata.

La seconda volta che l’ho incontrata era la stylist per uno shooting fotografico di Davide Scalenghe. Le ho chiesto di far parte di questo progetto, rispondendo alle mie domande, abbiamo parlato di Nasco Unico, un progetto di cui parla con gli occhi che si illuminano, e di bellezza.

In questa intervista ci sono alcune delle cose che ci siamo dette.

Chi sei?

Sono una collezionista e una ricercatrice insaziabile di stimoli, un’amante della bellezza a 360 gradi. Sono figlia d’arte, senza la follia di mio padre e la passione di mia madre oggi non sarei e non farei la metà di quello che realizzo e di quello che sono.

Sono un’italiana verace che adora il Made in Italy. Esigo di lavorare con l’imbattibile artigianalità italiana e la voglio proteggere a tutti i costi.

E, cosa ben più importante, sono madre di due magnifici bambini, che rallentano tutto il processo creativo, ma al tempo stesso lo rendono estremamente più vero, più attento, più sensibile e più vitale.

Qual è la frase che ti rappresenta?

La gentilezza è rivoluzionaria.

Cosa volevi fare da grande?

Volevo costruire una casa dove accogliere la famiglia e gli amici. Una sorta di tempio che contenesse la storia di una vita e potesse creare sempre storie nuove, nuovi incontri. Un luogo dove condividere, vivere, lavorare e invecchiare. Un posto che lasciasse un segno indelebile.

Cos’è per te la bellezza?

La bellezza è una linea sottile tra talento ed educazione, tra sessualità e architettura, tra proporzione ed immensità, tra pensiero e casualità.
Dicono tutti che la bellezza sia soggettiva ma per me non è così. Una cosa bella lo è per tutti.
Essere pieni e completi è bello, essere intellettualmente curiosi e spiritualmente attivi è bello. L’eleganza è bella, la proporzione delle forme è bella, la timidezza è bella, la natura nella sua più vera innocenza è bella.
I bambini liberi sono belli. La più profonda tristezza è bella. Una battuta spiritosa è bellezza.

Cosa vuole dire essere fuori posto?

Per me fuori posto non vuol dire essere inappropriati. Mi viene da intenderlo come non essere ancora arrivati nel giusto posto, in senso evolutivo, nel cammino verso qualcosa di migliore…
Perciò io sono fuori posto e sono felice di esserlo!

Qual è la parte della tua vita che consideri fuori posto in questo momento?

La vita è sempre fuori posto ma penso che questa sia una fortuna! Il fuori posto ci rende attivi, affamati, energici, stimolanti, creativi e meno banali.
La mia vita in questo momento va nella giusta direzione con molteplici cose fuori posto. Come per esempio il fatto di trovarmi nel posto sbagliato nel momento sbagliato!

Da dove nasce la tua creatività?

La creatività nasce dall’immaginazione e l’immaginazione è una dote naturale. È vedere luce quando non c’è.
I tessuti mi emozionano, il loro peso, la costruzione diversa, la miscela dei colori, la loro storia è il vero stimolo alla mia creatività.
Poi chiaramente ci sono i viaggi, gli usi e i costumi di un popolo, la fotografia magica di un film, i mercati, le persone inusuali, la natura…

Parlami di Nasco Unico.

Nasco Unico è una collezione di oggetti di altissima qualità on-demand. Ad oggi parliamo di giacche da donna sartoriali e interamente costumizzate dal cliente. Si cerca, all’interno di una vasta collezione di tessuti, il preferito. Dalla scelta del tessuto inizia un’esperienza lenta, intima, familiare, che solo la creazione di un oggetto unico richiede.
Nasco Unico crea un made in Italy divertente, di grande artigianato, che si distacca dall’accanito mercato del fashion ormai seriale e troppo veloce.
L’idea è nata per creare capi iconici, disegnati con occhi contemporanei.
Sono partita dal blazer perché è un capo che ha una lunga storia e una grande anima: disegna e rafforza le linee del corpo e regala personalità. Non possiede stagione ma perdura nel tempo con forza e carattere.
Utilizziamo materiali dal ciclo vitale finito, dando loro un secondo ciclo di vita di qualità. Sia le aziende che i produttori di tessuti hanno i magazzini pieni di materiali, anche di altissima qualità ormai fuori moda per le regole del mercato.

Le giacche che Andrea crea sono incredibili. Quel giorno, durante lo shooting, io credo di aver perso la testa per una giacca, quella gialla che si vede nelle foto.

Avevo anche io gli occhi che brillavano mentre guardavo quel pezzo unico, creato con passione e amore. E in quel momento lì ho capito che il mondo della moda è davvero pessimo ma finché ci saranno persone come Andrea ci saranno spiragli di luce che lo renderanno piacevole.

*Se volete sapere di più su Andrea, e soprattutto vedere le collezioni di Nasco Unico, lo potete fare qui: andreafrancardo.com

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