LA FESTA DELLA DONNA E IL MITO DELLA COMPLICITÀ

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Come ogni anno, quando c’è un’occasione istituzionalizzata per parlare di ‪#‎donne‬, se ne sentono di ogni. Da qualche parte ho letto che la ‪#‎Boldrini‬ ha suggerito che le donne sono complici delle violenza che subiscono tra le mura domestiche.

Menziono lei per il ruolo che ricopre e per la cassa di risonanza che di conseguenza le sue parole hanno. Ma anche se non fossero state quelle le sue precise parole, sono in moltissimi, troppi, a pensarla in questo modo. Orbene, io sono uno di quelli che crede che se non abbiamo approfondito un tema, il nostro ruolo è quello di imparare, non parlare. Ma voglio che una cosa sia chiara, su questo blaterare di “complicità”. La stessa natura della vita familiare – il condividere una casa e delle vite – richiede sovente, a livello sociale, che gli elementi di conflitto non vengano enfatizzati, per il timore di essere classificati come una “unione fallita”, il che talvolta porta la donna privata di talune libertà a non poter valutare lucidamente il volume strutturale delle sue relative privazioni. Di conseguenza, il problema non è mai riconducibile al comportamento della donna, bensì all’ambiente in cui cresciamo, che a sua volta dipende da specifiche condizioni storiche e culturali, che per nulla sono assolute, bensì relative alla “natura delle cose”, che non vede né prevede in alcun modo che la donna sia soggiogata o inferiore all’uomo. Semmai, il contrario. Buon ‪#‎8marzo‬ a tutti.

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