IL DIBATTITO SULLE CARCERI IN ITALIA

It's only fair to share...

Di carceri mi sono occupato ormai da qualche anno, ne ho visitate varie e ho cercato di raccontarle attraverso il video. Una delle sfide principali della lotta che portano avanti i Radicali al riguardo è la comunicazione. L’aborto o il divorzio toccano (almeno potenzialmente) una stragrande maggioranza della società: tutti probabilmente conosciamo qualcuno che ha abortito o divorziato, ma (fortunatamente) quasi nessuno di noi è stato in carcere o conosce qualcuno che vi è stato.

La sfida è quindi: come catturare emotivamente il pubblico così da mobilitarlo all’importanza e urgenza della questione carceri? Perché tale è: carcere, stando alla Costituzione, deve essere RIABILITAZIONE e RIEDUCAZIONE. Ora, tali obiettivi sono estremamente ardui da raggiungere, tanto più quando le carceri sono estremamente sovraffollate. Ma è un dovere dello Stato raggiungerli, altrimenti viene a mancare lo Stato stesso, nella sua forma e legalità: se mi togli la libertà di movimento, il luogo in cui mi rinchiudi DEVE essere uno in cui lo Stato è PERFETTO, dove lo Stato dà l’esempio sommo di legalità e giustizia, così che attraverso programmi vari io possa essere RIABILITATO e RIEDUCATO, preparandomi per il rientro in società. Per questo scriveva Voltaire “Non fatemi vedere i vostri palazzi ma le vostre carceri, poiché è da essi che si misura il grado di civiltà di una nazione”.

Andate in qualunque carcere (io ne ho visitati in Italia, Romania e Brasile) e parlate con chi vi è detenuto. Molti vi diranno che se prima non erano criminali, in carcere lo sono diventati. Perché in carcere vigono leggi specifiche, la legge del più forte, la legge dei clan. Un ragazzino commette un errore, viene rinchiuso per micro spaccio di droga, mettiamo. Roba da poco, sicuramente non è il narcos messicano o il camorrista che gestisce i grandi traffici. E si trova con chi è dentro per stupro, omicidio, rapina. Stessa struttura, stesso trattamento.

Questa è la grande sfida dei Radicali in questo momento, a mio avviso: entrare nel cuore delle persone, fare “entrare” le persone in carcere, facendo capire loro quale orrido specchio della società le carceri siano. Senza questa forma di comunicazione, non credo faremo grandi passi avanti, perché il carcere rimarrà sempre un luogo sconosciuto a tutti, dove giustamente vengono rinchiusi i criminali, e a fare notizia sarà il più grande lottatore per i diritti umani italiano, Marco Pannella, che accetta l’idratazione artificiale. Tempo addietro io e i Radicali avevamo iniziato a lavorare ad un progetto audio-visivo proprio per comunicare tutto ciò, per cercare di “portare” in carcere tutti coloro che hanno avuto la fortuna di non esserci mai stati. Purtroppo, come spesso accade, il progetto è sfumato, mentre la questione è più calda che mai. Perché Pannella è in fin di vita. E non tutti quelli a cui dà voce, che in carcere si suicidano, che in carcere diventano criminali, che in carcere diventano specchio della nostra società.

1 comment

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *